lunedì 7 novembre 2011

Respiro

Siete troppo vicini.
Troppi respiri, troppe voci, troppi occhi, continuamente. Bisogna vivere fra decine di altri respiri al giorno, fra parole non richieste e saluti educati. Tutta questa vicinanza mi repelle. 
E’ sempre la stessa merda. Stessi gusti, stessi pensieri, stesso modo di vestire. Visto rivisto e rivisto ancora. Ne ho la nausea.
Sono satura di rumori e odori, satura di altri esseri e altre vite. 
Mi difendo dall’occupazione del mio io disinteressandomi di tutti. Non me ne fotte un cazzo di cosa state facendo, se soffrite, se state bene, se avete sogni o dolori, se avete qualcosa da dire. Non lo dite a me, grazie. Stiamo tutti male per qualcosa. Io me la vedo da sola, fatelo anche voi.
Non abbiamo realmente bisogno di rapporti, legami, amicizie, famiglia. Tutte balle. Siamo soli. Ogni volta che sono stata male il dolore era il mio e di nessun altro, ogni volta che ho ingenuamente creduto in un legame questo si è spezzato per usura o per necessità. Parli, ascolti, ci sei, aiuti, ascolti ancora e tutto quello che ti rimane alla fine è sempre la tua fottuta stanza vuota. Ognuno di noi ha la sua vita, non gliene frega un cazzo di nessun altro in fondo.
Tutta questa vicinanza asfissiante non ha fatto che insegnarci a essere merdosi egoisti. 
Ce ne fotte della guerra? Della fame nel mondo? Dell’economia, della politica, dei diritti violati? Ce ne frega davvero? No. Perché non ce ne fotte niente nemmeno del vicino di casa o del collega di ufficio. Non prendiamoci per il culo, ce ne frega solo di avere la canna, la tranquillità, il divertimento, tempo per noi. Il resto sono solo parole e le parole non cambiano le nostre vite, non più. Basta perdere tempo anche solo a parlarne! Non ce ne importa più un emerito cazzo di nulla.
Tutti dobbiamo compiere le stesse azioni e percorrere le stesse strade. Non fa per te? Ti allontani? Sei un povero stronzo derelitto che non sarà mai, comunque, felice. Già, perché hanno inventato cosa è giusto e cosa è sbagliato e se te ne vai sei sbagliato, volente o nolente ti ci sentirai sempre. Vivrai al margine, esiliato dalle tue radici mentali. 
Ci hanno insegnato l’amore, la tolleranza, la pace, la comprensione, ma nella vita vera, quella che si vive sul serio, non ho mai visto niente di tutto questo. E basta pippe mentali su grandi principi che alla fine non interessano a nessuno, mai. Ci si sciacqua la bocca di parole lodevoli e si calpesta merda. Basta tapparsi il naso e usare un buon dentifricio e siamo a posto. Tranquilli, sarà una vita piena e soddisfacente e se capirete come funzionano le maschere e avrete pelo sullo stomaco diventerete benestanti e avrete la villetta da lasciare ai figli.
Ci fanno idolatrare un uomo inchiodato a una croce da altri uomini, impariamo fin da subito che l’uomo è capace di violenza inaudita, ma che tramite quella violenza siamo stati salvati. Entriamo in chiesa, ci dicono che è la casa di dio e che dio è amore e ci troviamo davanti alla morte e alla sofferenza. Mi volete far sentire in colpa di qualcosa? Devo capire che la merda esiste e ci affogheremo tutti, come quel poveraccio inchiodato e con una corona di spine?
E’ una continua gara a chi sta peggio, a chi è più stressato e in crisi e malato e drogato e pazzo. Me ne fotto, non è interessante e non cambia la mia vita. 
Mi adeguo. Anzi, divento la regina dell’egoismo, l’imperatrice, la dea. Vi vado in culo perché sono felice, senza nessuno. Se i respiri mi tolgono respiro mi allontano nella mia mente e si fotta il mondo intero. Me ne fotto di chi siete, cosa amate, cosa pensate, se soffrite, se avete sogni o progetti. Mi fate afa. Mi togliete spazio mentale e tempo. Me ne fotto di ognuno di voi. E respiro.
Purtroppo ancora respiro.

Nessun commento:

Posta un commento