lunedì 28 novembre 2011

Corriamo


“Corriamo
Scappiamo
Rifugiamoci nei nostri mondi alieni dalla realtà,
rincorrimi e prendimi dove nessun altro può scalfire questo anelato benessere!
Qui si soffoca
E’ sempre la solita mera banale insidiosa realtà di merda.
E’ come essere presi in una ragnatela, più ti divincoli più ti stringe. La loro realtà ti avvinghia appiccicosa e ti schiaccia contro muri di false certezze e imposte condizioni.
Voglio la mia libertà di urlare tutto il disgusto con un cazzo di urlo animalesco e feroce.
Quello che fanno è ingiusto, innaturale, illegittimo, incontrovertibile in quanto creato giustificato divinizzato e canonizzato da loro stessi.
La vita deve essere così perché è così.
Domande?
Qualcuna si, scusa.
No. Non si fanno domande, qui.
Ok, scherzavo, cambio subito realtà.
No. Non si può. Questo è contro le nostre regole.
Perché abbiamo la capacità di farci domande e non di risponderci? Chi ha imposto questa limitazione? Chi ci obbliga al Dubbio senza Soluzione di Continuità?
Nessuna importanza ai bisogni di un essere umano se questi vanno contro la legge del guadagno.
Nessuno si volta a guardarti senza pensare se gli conviene o no.
Per capirti, poi, troppa fatica.
Ascolta tu per primo, mi dico. Ascoltali, dai loro il tuo tempo, le tue energie, cambia tu.
Ascolto. Per tanto tempo, anche.
Non vedo una reale volontà di andare oltre a una forma e a un’etichetta appiccicata dall’esteriorità e dal ruolo.
Soffoco.
La loro stessa esistenza, il sapere che possono interagire con me, mi soffoca i pensieri.
Mi immobilizzo ipnotizzato da un disgusto di forma.
Mi relego entro pochi minuti in un barricato segreto pensiero. Ruoto intorno a me, non li comprendo.
Sono ombre, espressioni cristallizzate dai secondi su volti di gesso, prese dal loro egocentrico bisogno di attenzione e di gridare costantemente io esisto.
Mi stai pestando l’anima, stronzo.
E i tuoi piedi sono sporchi come i miei, quindi non giudicarmi mentre mi calpesti.
Aborro ogni forma di giudizio. Intanto presupporrebbe un reale interesse nella questione, io non ho quasi mai interesse nei sentimenti e nelle vite degli altri.
Se ne avessi vivrei costantemente preoccupato delle vite di altre persone e voglio ben sperare che il mio tempo serva a qualcosa di più che fare da spugna assorbente di lacrime che non mi cambiano la vita.
Merda.
Pensatemi mostro, è solo sincerità.
Non si nasce così, ci si arriva. Penso solo di esserci arrivato troppo presto, quel tanto da fottermi ogni possibilità di rapporti con altri esseri.
Sono solo una galleria di volti
camminando li osservo, ma vado sempre avanti per la mia strada
da solo.
Posso solo regolare il passo, rallentare o correre via, ma non posso fermarmi.
Io non riesco a fermarmi.
Non lo so dove mi porterà tutto questo buio dentro, questo correre per distanziarlo. Quando mi tocca il cervello è una tortura che non riesco più a sopportare.
Il tempo passa, i piedi fanno male, ho bisogno di riposarmi un po’.”

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