Vorrei mettere i regali sul letto insieme a lui, ma fa di testa sua. Vuole fare tutto lui, così si sente meglio. Rimango delusa, esclusa dal mio ruolo di mamma, ma resto in silenzio. Se parlo adesso, diventa più nervoso e insicuro del solito. Significa che prima o poi litigheremo.
L’ho mandato via una settimana fa.
Non l’ho mai rimpianto un solo istante. Nemmeno mi manca. Anzi, mi sento incredibilmente leggera.
Viva.
Torno a respirare soltanto adesso, dopo cinque anni di mutismo teso, paura, estrema stanchezza di me.
Non l’ho mai rimpianto un solo istante. Nemmeno mi manca. Anzi, mi sento incredibilmente leggera.
Viva.
Torno a respirare soltanto adesso, dopo cinque anni di mutismo teso, paura, estrema stanchezza di me.
Lo guardo e mi sembra un estraneo.
Si dice sempre così. Mi sembra un estraneo e capisco soltanto adesso quanto sia calzante questa stupida frase abusata. Non posso pensare di aver davvero scopato con lui.
Si dice sempre così. Mi sembra un estraneo e capisco soltanto adesso quanto sia calzante questa stupida frase abusata. Non posso pensare di aver davvero scopato con lui.
Non posso pensare di esser sprecato così tanta vita, così tanti pensieri e respiri. Notti insonni a urlare nel cervello, ansia, preoccupazione soffocata a pugni nella mente.
Continui strappi di me quando diventavo come lui. Estranea a me stessa, prigioniera di una rabbia divorante.
Ora so chi sono. Ora mi sto ritrovando e sto facendo di nuovo amicizia con me stessa.
Piacere, sono ancora io, guardami.
Piacere, sono ancora io, guardami.
La mia compagnia mi delizia, la sua mi annoia.
Perciò lo guardo chiamare i bambini, cercare di gestire la tesa confusione di tre figli cresciuti troppo in fretta, soffocare la rabbia. Rabbia che io non ho più, amore che non ho mai avuto.
Adesso lo so, adesso vedo tutto.
E tutto quello che mi rimane da dire è soltanto un annoiato che palle.

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