giovedì 31 maggio 2012

Vita


Respiro piano
Coltivando i germogli che si insinuano in doveri stagnanti.
Scalando picchi che credevo inaccessibili e che raggiungo  grazie a un’efficienza adattata.
Genero follia
Partorisco sogni.
Divento candida come latte nella mente buia a difesa.
Sostituisco generi di prima necessità con sogni di prima mano
Calco la scena della vita con passi apparentemente sicuri
E tremo dentro
Cercando il coraggio di farlo ogni volta ogni volta ogni volta
Restituisco il mio debito di nascita volteggiando algida in psicosi controllate farmacologicamente.
Non ho ancora capito se io sia adatta a tutto questo
Ma sentire la necessità di esserci adesso è più di quanto abbia mai sperato di ottenere da me stessa.
I matti sono l’effetto collaterale della fantasia.
Io sono l’effetto collaterale della follia.

mercoledì 30 maggio 2012

Stasi


Scorro dentro
Faticosamente compressa dalla vita.
Nascere con grandi ali e forbici a tagliarle via.
Uniformarsi per trovare una pace normalizzante.
Credere nella società per arrivare a mete predisposte.
Essere un niente nella globalizzazione dell’io che strappa le vesti a una mente distorta.
Ogni giorno abortire pensieri
Feti massacrati dalle aspettative che imputridiscono in visioni alienanti.
Solitudine disgregante ad annaffiare bisogni essiccati da tempo.

Dolore e sangue


Dolore e sangue.
Pensieri sabbia fra dita di cristallo.
Se provo a stringerli vado in frantumi.
Pensieri baco non diventano farfalle.
Non solo i pensieri.
Ricami mentali su tela grezza.
Seguo traiettorie fine a se stesse, che ricadono nel vuoto.
Sono una rotaia rotta.
Stanchezza.
Il sollievo per non aver dovuto scegliere viene sgretolato dal dolore.
Non sono più il mio corpo, non ho controllo su di me.
Raccolgo garofanini rossi nell’erba secca.
Mi siedo al calore del sole, l’erba che punge attraverso la stoffa leggera della gonna.
E non esisto più.